Riprogettare la supply chain 2.0

Come ridurre i costi logistici e le emissioni di CO2 con la collaborazione di filiera

Unità di carico efficienti e una saturazione dei viaggi prossima al 100% determinano un risparmio potenziale del 47% delle emissioni di CO2 (510.000 ton/anno). A parità di flussi, tale riduzione di CO2 equivale ad un risparmio di 600 milioni di km percorsi ovvero a 750 milioni di euro di costi di trasporto in meno per il sistema.

Il progetto analizza la logistica attuale del largo consumo, rileva i fenomeni caratteristici, fa un’analisi quantitativa sui flussi e valuta gli impatti economici nella filiera derivanti da scelte logistiche non ottimali.

Uno studio completo che evidenzia gli spazi di miglioramento e dà alle aziende strumenti per ridurre i costi nella filiera e concretizzare il potenziale risparmio messo in evidenza con le ricerche attraverso la collaborazione.

Un modello collaborativo innovativo in cui logistici e commerciali, di aziende di produzione e distribuzione, sperimentano sul campo gli effetti di un cambiamento del modello di riordino e definiscono insieme gli strumenti per una ridistribuzione equa dei benefici.

C’è bisogno di un cambio di approccio e mentalità. Non dobbiamo guardare solamente all’interno della nostra azienda. Dobbiamo pensare che c’è l’opportunità di fare qualcosa di differente e l’unico modo per farlo è confrontarci con il cliente, con il consumatore e sapere che la nostra logistica genera ancora troppi chilometri a vuoto e inefficienze che per noi sono opportunità di miglioramento da cogliere

Stefano Agostini, Presidente e Amministratore delegato Sanpellegrino-Nestlé Waters 

I risultati delle analisi e le best practice

  • La logistica per la creazione di valore nella filiera del largo consumo

    Il manuale della logistica che racchiude le analisi sui fenomeni logistici, la saturazione dei mezzi e i costi del processo order-to-delivery.

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  • Il processo di riordino ottimo per la filiera del largo consumo

    I risultati dell’analisi sugli sconti logistici, sui modelli organizzativi del processo di riordino e sugli effetti economici di un cambio del modello di riordino (“Laboratorio esperienziale”)

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  • Laboratorio per il riordino ottimale di filiera: Vademecum

    Manuale pratico che spiega, passo per passo, come determinare il potenziale risparmio per la filiera, data una coppia di attori: un produttore e un distributore.

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  • Laboratorio per il riordino ottimale di filiera: Volantino

    Le 9 fasi da percorrere per ottimizzare il processo di riordino attraverso la collaborazione.

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Vendor managed inventory (VMI)

Il nuovo manuale VMI pubblicato da ECR Community spiega come un’alta disponibilità di prodotto possa essere garantita, pur mantenendo bassi i livelli delle scorte.

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Guarda i video con i protagonisti

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La logistica collaborativa: una leva sempre più strategica

L’analisi dei fenomeni logistici e degli impatti economici nella filiera

Per capire i cambiamenti della logistica del largo consumo negli anni, in collaborazione con un team di ricerca congiunto del Politecnico di Milano e Centro di ricerca sulla logistica dell’Università Cattaneo LIUC, abbiamo sviluppato tre studi analitici:

  1. Mappatura dei flussi logistici nel settore del largo consumo in Italia: una fotografia dei flussi logistici lungo la filiera del largo consumo in Italia, dal produttore al punto vendita per tre filiere: grocery, fresco e ortofrutta. Lo studio ha coinvolto oltre 200 aziende (di cui 65 con interviste dirette e visite ai siti produttivi e logistici) tra produttori di beni di largo consumo, insegne della GDO e operatori di logistica conto terzi (3PL). L’analisi tratta:
    • Il flusso annuo di merci scambiate tra produttori e distributori di circa 2,9 miliardi di colli annui, corrispondenti a 22 milioni di tonnellate di merci.
    • La caratterizzazione dei flussi: i pallet, gli automezzi in ingresso e in uscita dai CeDi e diversi indicatori chiave, ad esempio la dimensione media dei lotti di consegna, il numero medio di drop, la percorrenza media dei mezzi, l’incidenza delle unità di carico non intere e molto altro
  2. Saturazione dei mezzi: circa 1000 rilevazioni presso 4 CeDi pilota per rilevare la saturazione dei mezzi sia in pianta (unità di carico a terra) che a volume (m3) e un’analisi di questo parametro in relazione alle diverse variabili che lo influenzano.
  3. I costi della mancata ottimizzazione: un’indagine dell’intero processo di riordino order-to-delivery (OTD) alla ricerca delle cause di inefficienza e delle fasi del processo in cui si compromette l’ottimizzazione complessiva. 256 business case che tengono conto di: 4 aziende di produzione per 4 insegne della GDO per 4 articoli; 2 modalità di consegna, diretta e via TP (transit point); 2 tipologie di riordino, UdC (unità di carico) intera e non.
    Il risultato: la quantificazione del differenziale di costo logistico esistente tra un processo di riordino ottimale e non ottimale per consentire alle aziende ECR di trovare soluzioni condivise che ottimizzano la filiera.

Ridurre i costi aumentando la coscienza logistica

Per ridurre i costi serve creare consapevolezza dei fenomeni di filiera e del loro impatto economico, per questo ECR Italia ha creato:

  • SI.RI.O., simulatore di riordino ottimo di filiera, un tool di simulazione web che valuta il differenziale di costo tra diverse ipotesi di riordino e identifica la configurazione di ordine che minimizza il costo order-to-delivery di filiera. 
  • L’Atlante della logistica una mappa geografica dei principali nodi logistici della filiera del largo consumo in Italia. CeDi, magazzini degli operatori logistici, transit point, interporti e depositi del Banco Alimentare: una base informativa preziosa nell’avviare iniziative di asset e transport sharing.

Le leve su cui agire per ridurre i costi, oggetto dei lavori ECR Italia, sono due:

  1. Unità di carico più efficienti, adottando logiche di riordino che ottimizzano il costo del processo order-to-delivery. Ad esempio:
    • L’attività di riordino è solo il 2% del costo logistico di filiera, ma determina il 70-80% dei restanti costi del processo order-to-delivery. 
    • L’estrema frammentazione degli ordini costa fino a 3-4 volte in più rispetto a lotti più efficienti per la filiera.
    • Il costo del processo order-to-delivery non dipende dal valore unitario degli articoli, ma dalla pallettizzazione.
  2. Maggiore saturazione dei mezzi di trasporto con modelli di logistica collaborativa. Esperienze aziendali di asset e transport sharing hanno evidenziato una riduzione del 30% dei costi di trasporto.

Collaborare per ridurre i costi: il Processo di riordino ottimo di filiera

I costi si possono ridurre collaborando, lo evidenziano le ricerche e gli strumenti sviluppati.

Aiutati da ECR, manager dell’area logistica e commerciale, di aziende di produzione e di distribuzione, hanno lavorato insieme per trovare la soluzione giusta. Attraverso un “Laboratorio esperienziale”, 9 coppie produttore-distributore hanno sperimentato modalità di riordino più efficienti a livello logistico, definito strumenti per la ridistribuzione equa dei benefici e condiviso un percorso implementativo di 9 fasi, semplice e replicabile in azienda (vademecum).

Vuoi saperne di più? Chiamaci allo  02 777212357, oppure scrivici a questo indirizzo email: ecr@gs1it.org